Le parole sono come bolle di sapone: durano un istante e se non le trascrivi svaniscono nel nulla.

Mese: Giugno 2020

Sincera

C’è una continua ricerca della felicità ma mai della sincerità. La felicità è facile da trovare nelle piccole cose e in piccoli attimi con un parente, un amore, un amico.

Camminare sotto la pioggia e buttarsi nelle pozzanghere bagnandosi fino alle ginocchia è felicità. Incontrare un amico dopo tanto tempo e sembrare di non essersi mai lasciati è felicità. Persino passare serate davanti alla tv per alcuni lo è.

L’uomo almeno una volta nella vita, magari solo per un millesimo di secondo e senza accorgersene prova felicità. Essere sinceri invece è difficile perché si ha paura delle reazioni che si provocherebbero e di perdere la credibilità raggiunta confessando certi pensieri. A volte semplicemente non si è sinceri per evitare discussioni che però si amplificano quando la verità viene a fuori.

La sincerità è quindi preziosa e rara anche perché siamo programmati per sopravvivere ed essere sinceri può trasformarsi spesso in un suicidio.

Università

Fare l’università nel 2020 è come non farla: c’è solo la parte negativa. Nessun contatto con i professori e con i compagni o “colleghi” come ormai ci definiamo per sentirci superiori ai semplici scolari che, in realtà, siamo. Nessun bar post lezione in cui ti dimentichi di trovarti lì per imparare ma in realtà stai imparando molto altro da tutte quelle persone intorno. Manca pure la brioche alla nutella che prendevi al volo la mattina prima di lezione o il caffè amaro della macchinetta che, non si sa perché, aveva un prezzo diverso in ogni singolo distributore dell’università.

E’ assente anche il viaggio in treno che era composto da un’ora di chiacchierata infinita con l’amica pendolare che condivide con te i disagi dei ritardi ogni anno. Quell’amica che chiami quando stai per perdere il treno e le dici “Vai avanti tu, non mi aspettare” come fossi in un film e lei deve scegliere se abbandonarti al tuo destino, prendere il treno più tardi insieme a te o iniziare ad andare da sola e prendere appunti anche per te. Non c’è nemmeno la passeggiata in centro per la quale tornavi a casa mille ore dopo usando la scusa che avessero cancellato dei treni per un guasto in stazione.

Ci sono poche cose che ti tengono incollata a quel mondo che sembra così lontano. Gli amici conosciuti in aula che condividono con te i tuoi stessi disagi e che anche a distanza sanno aiutarti e farti agitare al momento giusto, creando quel tipo di ansia che ti fa dare il meglio di te. I professori che la domenica sera caricano le lezioni tirandoti uno schiaffo morale nel caso ti stessi divertendo e ti fossi dimenticata di essere iscritta all’università e, infine, i CFU perché, pur essendo una realtà lontana, sono ben presenti e vividi e se non ti muovi a studiare non li guadagnerai mai.

Bella coppia

Una bella coppia. Lui scuro, pelo lucido, giovane, un po’ pauroso ma sempre curioso. Lei chiara, pelo grigio, vecchiotta, con le anche sbilenche, curiosa e coccolona.

Vi siete incontrati dopo anni che lei era al mondo e tu avevi appena iniziato a guardarti intorno. Lei ti ha insegnato la fiducia verso gli umani, questi esseri che camminano solo su due zampe e hanno del pelo solo in testa che chissà come fanno quando fa freddo. Ti ha insegnato a farti accarezzare e a scappare quando i tuoi padroni hanno una ciotola d’acqua in mano che, non sia mai, te la rovescino addosso. Ti ha insegnato che stare al sole è bellissimo ma che anche se lei ci passava le ore sdraiata a prenderlo, tu non riuscivi perché sudavi troppo con il tuo pelo lungo.

Mi ha insegnato che non importa vincere , ma partecipare perché lei ci provava sempre a correre per prendere la palla che vi tiravo ma tu eri sempre più veloce. Mi ha insegnato che bisogna sempre provare e riprovare perché quando riusciva a prenderla era una vittoria e una rivincita per tutte le volte in cui aveva perso. Mi ha insegnato che non importa quanti anni hai e come stai fisicamente perché se guardi il mondo con occhi giovani allora sarai sempre giovane.

E’ stata un’insegnante di vita con lo sguardo sempre pronto ad imparare e il naso a cercare ed annusare odori nuovi. E’ stata un’insegnante per te ma anche per me che in fondo facevo parte insieme a voi di un trio un po’ strano ma affiatato.

Pace

Dimentico troppo spesso di guardarmi negli occhi.

Mi guardo allo specchio ma non negli occhi. Il mio riflesso è diventato un compagno di vita distratto. Lo sguardo è assente, sovrappensiero, impegnato a truccarsi, a pensare a cosa farà dopo. La frenesia di fare altro, di non fare i conti con i difetti. Allora è così che si diventa facilmente estranei. Il giorno prima stai attenta a tutti i particolari, a soddisfare l’altro, a piacerti specchiandoti in lui.

Poi ad un tratto non lo guardi più, non ti guardi più, ti trascuri le occhiaie, i punti neri, il trucco del giorno prima. Stai sempre attenta a non far svanire la fiamma ma poi succede così in un attimo, in cui eri leggermente distratta e non vi guardate più.

Dicono tutti che amare se stessi è fondamentale e io non ho smesso. Ho solo smesso di guardarmi dentro. Succede così nell’amore a quanto pare anche per se stessi: ci si stufa e si litiga. Ho finito per conoscermi meno di chi mi sa osservare ogni giorno e mi guarda per davvero negli occhi.

Faremo la pace riflesso, torneremo ad essere una coppietta innamorata ai primi mesi di relazione, promesso.

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