Le parole sono come bolle di sapone: durano un istante e se non le trascrivi svaniscono nel nulla.

Autore: teresadassano@gmail.com (Pagina 1 di 3)

Finché il caffè è caldo

Ciao a tutti! Con la recensione di oggi vi porto in Giappone con un romanzo che ha conquistato il cuore di molti: Finché il caffè è caldo. Lo scrittore Toshikazu Kawaguchi, ci trasporta in un piccolo e fresco bar che accoglie le vite dei suoi clienti in modo gentile e delicato. La sensazione che ho riscontrato leggendo questo libro è stata infatti l’estrema gentilezza data sia dal modo di narrare gli avvenimenti, sia dalle personalità dei personaggi.

Il libro è suddiviso in 4 capitoli, tutti contenenti una storia diversa, ma tutte legate tra loro seppur in modi molto diversi. Non vi è un unico protagonista, bensì diversi tutti legati tra loro da questo bar, la cui particolarità è possedere una sedia sulla quale chi riesce a sedersi può viaggiare nel tempo ed incontrare persone perdute, amanti distanti e avere chiarimenti e conversazioni. Il primo capitolo che s’intitola “Gli Innamorati” vede protagonisti una donna di nome Fumiko che vuole ad ogni costo tornare nel passato per parlare con il suo amore perduto, il secondo capitolo vede invece protagonisti marito e moglie alle prese con una malattia difficile da affrontare, nel terzo due sorelle devono combattere il lutto dovuto a una morte tragica, mentre nell’ultimo capitolo ci sono madre e figlia che si ricongiungono dopo anni. Devono essere però rispettate molte regole per questi viaggi temporali, tra le più importanti quella secondo la quale sia possibile incontrare solo persone che sono già state lì al locale e quella di dover fare tutto prima che il caffè servito al “viaggiatore” si raffreddi, pena la sua morte. Inoltre viaggiare nel tempo non permette comunque di alterare il presente. Allora perché farlo? Se volete saperlo leggete il libro!

La frase che mi ha colpita di più è:

“Le persone non vedono le cose e non sentono le cose nella maniera oggettiva che credono. A distorcerne le informazioni visive e uditive che entrano nel cervello intervengono i pensieri, le circostanze, le fantasie più sfrenate, i pregiudizi, le preferenze, le conoscenze, la consapevolezza e un’infinità di altri meccanismi celebrali.”

In questa lettura si trova ogni tipo di amore dal fraterno al materno, c’è gentilezza, accoglienza, serenità e in alcuni punti anche un pizzico di commozione che raramente mi capita di provare con i libri. La consiglio a tutti coloro che vogliono una lettura scorrevole e diversa dai soliti racconti occidentali, dal sapore orientale.

A presto e buona lettura!

Per tutto il resto dei miei sbagli

Ciao a tutti! Oggi sono qui per parlarvi di questo libro pubblicato da Mondadori: il primo romanzo di Camilla Boniardi, conosciuta su instagram come CamiHawke. L’ho comprato essenzialmente perché sono ormai anni che la seguo con affetto e mi appassiono alle descrizioni sotto ai suoi post di instagram che, per la maggior parte delle volte, mi fanno anche emozionare. Inizialmente, devo ammettere, è stata una lettura che ho portato avanti un po’ a rilento, sia per qualche impegno, sia per la trama che tardava a prendere una piega intrigante. Per fortuna ho continuato a leggerlo e sono riuscita a cogliere tutte le emozioni che con delicatezza e semplicità, la scrittrice voleva trasmettere, ritrovando anche molto di lei e delle sue esperienze che ha raccontato spesso sui social. Le sensazioni che mi porto dentro dopo questa lettura sono quindi delicatezza e semplicità.

La protagonista è Marta, una giovane universitaria di 25 anni che, con la sua amica Olivia, si trova davanti ad amori difficili, distruttivi, che la portano a pensare di non essere all’altezza di essere amata. Questo fino a quando non incontra il ragazzo perfetto con cui costruisce una colonna sonora nei vari scambi per e-mail, canzoni che consiglio di ascoltare, nella playlist con lo stesso titolo del libro presente su spotify creata appositamente da CamiHawke, per entrare appieno nelle emozioni dei protagonisti. E’ un romanzo di formazione in cui Marta matura, affrontando tutte le avversità che gli si parano davanti anche grazie ai preziosi insegnamenti delle persone più importanti della sua famiglia che la spronano e la guidano con amore.

Questa è la frase che mi ha colpita di più:

“[…] sapevo che costringere qualcuno a soddisfare a ogni costo le nostre rivendicazioni amorose, instillandogli la convinzione di non soddisfare l’idea di amore che abbiamo sempre sperato per noi stessi, è una crudeltà che infligge chi manca di coraggio e si aggrappa a ciò che possiede per paura di non trovare altro.”

Consiglio questo libro a chi sta cercando una lettura leggera che non richiede particolare dedizione e attenzione da parte del lettore. Lo consiglio alle persone che hanno avuto problemi con i primi amori, coloro che poi sono maturate e leggendo questo volume potrebbero così ritrovarsi a sorridere pensando che ci sono passate anche loro e che sono riuscite ad uscire dal loop che non le faceva mai sentire all’altezza. Inoltre penso che possa aiutare tutti quelli che si trovano in una relazione difficile perché grazie ad esso potrebbero finalmente capire che l’amore vero è un altro e che le cose possono sempre cambiare e migliorare se solo lo vogliamo.

Spero che questa recensione vi sia utile!

Buona lettura!

La Biblioteca di Mezzanotte

Ciao a tutti! Il volume di cui vi parlo oggi è “La Biblioteca di Mezzanotte” di Matt Haig, il cui tema principale sono gli universi paralleli in cui ognuno di noi, presumibilmente, starebbe vivendo una vita diversa, a volte totalmente, da quella in cui ci troviamo ora. Una teoria secondo la quale ogni vita sarebbe dettata dalle scelte che compiamo nel nostro quotidiano, dalle più piccole e insignificanti a quelle che provocano in noi i rimpianti più grandi.

In particolare con questo libro il lettore vive le innumerevoli esistenze di Nora, una giovane 30enne di Bedford che, completamente sofferente e infelice, dopo una serie di scelte sbagliate e la morte del suo gatto, decide di togliersi la vita. Con sua sorpresa però, non muore e si ritrova in una biblioteca in cui sono a sua disposizione miliardi libri che narrano le sue vite diverse, in attesa solo di essere vissute e scelte da lei. Sotto la guida della bibliotecaria Mrs. Elm che è come se fosse il suo angelo custode, inizia a sperimentare tutte le vite che ha sempre rimpianto di non aver vissuto per una serie di decisioni prese. Le viene data quindi una seconda occasione, che può sfruttare solo finché nella vita originaria non muore definitivamente poiché in quel caso ricomincerebbero a scorrere i minuti dell’orologio che nell’istante in cui è entrata nella biblioteca si sono fermati a mezzanotte in punto. Il lettore si trova così immerso in molte vite distinte, frutto di semplici e piccole scelte quotidiane diverse da quelle che Nora ha preso nella sua vita originaria.

Pur essendo un libro che parla di morte, quello che prevale e che mi ha lasciata davvero è la vita, in ogni sua sfaccettatura e colore, anche perché la sensazione che ho provato maggiormente durante la lettura è stata la speranza di un nuovo inizio più felice per la protagonista. E’ infatti un libro che in fondo parla della bellezza della vita e delle piccole cose.

La frase più significativa per me è stata:

” […] sarebbe molto più semplice se capissimo che non esiste un modo di vivere che ci renda immuni dalla tristezza. E che la tristezza è parte intrinseca della trama della felicità. Non si può avere una senza l’altra. Naturalmente, esistono gradi e misure diverse per entrambe. Ma non esiste una vita in cui si possa vivere in uno stato di perenne felicità. E credere che invece sia possibile non fa che generare altra infelicità nella vita che viviamo.”

Consiglio questo libro in particolare a coloro che stanno cercando una lettura ricca di variazioni nella trama e mai scontata, e a coloro che hanno bisogno di incrementare o ritrovare la propria speranza e fiducia nella vita.

Spero che questa recensione possa esservi di ispirazione. Torno presto con nuovi articoli e recensioni, nel frattempo vi auguro buona lettura!

Blocco del Lettore

Ho sempre pensato che se non riuscivo a leggere fosse perché probabilmente non faceva davvero per me, che forse lo trovavo noioso perché non riuscivo più a trovare libri che mi emozionassero come quelli che leggevo da piccola quando ogni libro era un’avventura, una scoperta, un amico. Per molto tempo nessun libro mi ha soddisfatta per davvero, forse perché mi facevo abbindolare da una bella copertina e da qualche riga letta di sfuggita in libreria concludendo subito l’acquisto a occhi chiusi. Qualche giorno fa però, ho sentito parlare del blocco del lettore, meno conosciuto di quello dello scrittore ma molto più diffuso. Ho realizzato così di averlo avuto per molto tempo e di esserne uscita – parlo quasi come un’ex alcolizzata- quasi per caso, anche grazie a questo blog. Scrivo quindi questo articolo nella speranza di aiutare a sbloccare qualcuno di voi che si trova in questa situazione. Ecco i 6 metodi che utilizzo!

1. Seguire Book-Blogger e Book-Influencer

Queste due figure che hanno preso piede da qualche anno, si occupano, attraverso diversi strumenti comunicativi come blog letterari, canali youtube e social network, di dispensare consigli su libri appena pubblicati o su quelli che più li hanno colpiti. Sono necessari per riuscire a orientarsi nell’ormai sovraffollato mercato del libro che ogni mese/anno si popola di decine di nuovi titoli. In particolare vi consiglio alcuni profili instagram che mi aiutano spesso: Reading Can Save Us, la Lettrice Geniale e The Books’Harmony.

2. Seguire le pagine Social delle Case Editrici

Come è importante seguire individui che sui social parlano di libri, è ancora più vitale seguire i profili delle Case Editrici poiché pubblicano sempre le date di uscita dei nuovi volumi con, nella maggior parte dei casi, i riassunti delle trame. In questo caso consigliare quali seguire è un po’ impossibile perché dipende molto dai gusti letterari di ognuno, ma per quanto riguarda la narrativa varia io mi affido per esempio ai profili instagram di Rizzoli, Einaudi, Edizioni E/O ed Editrice Nord.

3. Iscriversi ai Social Reading

Oltre a social network come instagram e facebook, esistono dei social che sono dedicati esclusivamente al mondo dei libri. Permettono di seguire persone con gusti affini, prendere spunti dalle loro letture e recensioni e creare dei veri e propri scaffali su cui inserire i libri che si vorrebbe leggere, quelli letti e quelli che si stanno leggendo con la possibilità, in questo ultimo caso, di aggiornare di volta in volta il numero di pagine lette. Io ne ho provati diversi e secondo la mia esperienza quello più usato, con una community più attiva e che continuo a usare tutt’ora, è GoodReads che inoltre, diversamente dagli altri, permette agli utenti di sfidare loro stessi ponendo un numero minimo di libri da leggere nel corso dell’anno e tenendo il conto di quelli letti.

4. Ascoltare su Radio 105 il programma Tutto Esaurito ogni sabato mattina alle 8 e mezza

Chiara Beretta Mazzotta a quell’ora, ogni settimana, consiglia due volumi, un saggio e un romanzo, descrivendone brevemente trama e punti forti. Sono consigli molto interessanti anche perché lei lavora proprio nel settore editoriale e sì, avete letto bene, è alle 8 e mezza del mattino ma non temete perché sul suo sito personale Book Blister si possono recuperare in ogni momento tutti i link delle puntate salvate su Spotify.

5. Cercare libri dello stesso scrittore del romanzo che avete amato

Questo consiglio può sembrare scontato ma non lo è. Infatti molti non fanno caso al nome dello scrittore, amano il libro e poi lo ripongono in libreria cercandone altri simili per le letture successive. Ma quello che rende un libro speciale è soprattutto il modo di scrivere del suo autore e quindi per riprovare emozioni simili potrebbe bastare cercare altre sue pubblicazioni.

6. Ritagliare del tempo appositamente per la lettura

Davvero importante è infine ridurre al minimo le distrazioni, riporre il telefono lontano, impostando magari un timer dai 20 ai 50 minuti prima dei quali non ci si dovrà scollare dal volume, ritagliando così un momento della giornata solo per la lettura.

Questi sono per me i 6 metodi migliori per sbloccare il lettore che vive dentro ognuno di noi, fatemi sapere vi saranno d’aiuto come lo sono per me!

A presto e buona lettura!

Una bambina e basta

Ciao a tutti! Premetto che sono sempre stata attratta da scoprire tutte le sfaccettature e gli avvenimenti che hanno fatto parte delle vite di coloro che si sono trovati, ad affrontare la Seconda Guerra Mondiale. Ogni anno, indipendentemente dalle date dedicate al ricordo di questa vicenda, mi ritrovo a cercare film, libri e testimonianze al riguardo. Questo perché penso che per capire effettivamente come siano stati quegli anni sia necessario conoscere più storie, in modo da avere una visione il più possibile completa. Così qualche settimana fa, quando mi sono trovata tra le mani questo libricino tascabile pubblicato da Edizioni E/O, contenente la testimonianza di Lia Levi che come si legge dal titolo all’epoca era solo una bambina, ho deciso di leggerlo.

Non avevo mai letto un libro su questo argomento scritto dalla prospettiva di una bambina ebrea ed è stato particolare, mi ha riportato alla mente quali sono i pensieri e ragionamenti che si fanno a 6 anni. Infatti il racconto inizia, nel 1938, quando Lia Levi ha quest’età, appena prima che la guerra scoppi e termina con la fine di essa, quando la protagonista ha 12 anni ed è quasi un’adolescente. Non vengono mai nominati i campi di concentramento, ma c’è aria di morte, di noia, di inquietudine. Proprio come ogni bambino farebbe, la protagonista inizia a domandarsi il perché della situazione, perché debba stare lontana da suo padre, perché non possa stare nella sua casa invece di un convento con delle monache che praticano una religione diversa dalla sua, iniziando anche a dubitare della propria fede.

L’emozione principale che ho provato con questa lettura è stata l’inquietudine, la stessa provata dalla bambina.

La frase che più mi ha colpita è:

“Mamma perché non mi svegli, perché non mi aiuti spiegandomi che ora va tutto a posto? Io ti guardo fissa ma tu hai dimenticato che devi farmi qualcuno di quei cenni tranquillizzanti a cui mi hai abituata. Non è giusto, non puoi cambiarmi così in un’ora il profilo del mondo.”

Consiglio questa lettura a tutti coloro che sono in cerca di uno sguardo diverso sulla Seconda Guerra Mondiale e che come me vogliono essere a conoscenza di più esperienze possibili al riguardo, un po’ per curiosità, un po’ per non dimenticare.

Spero che la recensione vi sia stata utile, a presto!

Buona lettura!

Storia di due anime

Ciao! Oggi parliamo del romanzo di esordio di Alex Landragin, edito da Edirice Nord, “Storia di due anime”. Non è un romanzo che si può descrivere in una breve recensione, ma ci provo. E’ composto da tre racconti divisi, ambientati in epoche diverse, avvolte ognuna da un alone di mistero. Possono essere letti in sequenza come un normale libro, o con una sequenza alternativa chiamata, da Alex Landragin, della Baronessa. Essa permette di intrecciare i vari racconti trasformando la lettura in un romanzo ricco di colpi di scena, avventure e personaggi tutti collegati tra loro da una vicenda che accade nel lontano 1791 e da cui ogni cosa ha inizio.

Io ho seguito le indicazioni della Baronessa. In questo modo la storia è complessa ma ben scritta e strutturata, ogni cosa a un certo punto combacia e chiude il cerchio, rispondendo alle domande che il lettore si pone leggendo. Alcuni protagonisti sono Alula, una giovane donna nata nel 1771 sull’isola di Oaeetee, Baudelaire vissuto nel 1800 e lo scrittore Walter Benjamin che ha vissuto la prima e seconda Guerra Mondiale e che muore nel 1940. Questi tre personaggi che all’apparenza non hanno nulla in comune, sono connessi tra loro da un legame molto profondo che solo leggendo il racconto nella sequenza della Baronessa, a mio parere, si può comprendere a pieno.

La frase che mi ha colpita è:

“Il nostro viso influenza la percezione che gli altri hanno di noi, e tale percezione influenza, a sua volta, il nostro carattere. Anche la ricchezza modella le nostre esistenze, così come la posizione sociale. Ma, mentre il carattere è malleabile e ricchezza e posizione sociale possono cambiare, il nostro corpo è un fatto compiuto. Dobbiamo accettarne i limiti, invecchiare assieme a esso, non possiamo scambiarlo con quello di un altro. Non in circostanze normali, almeno.”

La sensazione che ho provato durante questa lettura è stata un misto fra stupore, smarrimento e meraviglia. Per goderne a pieno bisogna fare attenzione ai nomi e alle date, per il resto seguendo questo piccolo accorgimento ci si riesce a immergere piacevolmente nella storia. E’ una lettura che consiglio a tutti coloro che vogliono fare un viaggio nella storia, assaporando epoche diverse, ma che non vogliono rinunciare alla magia.

Spero la recensione vi sia piaciuta, a presto!

Buona lettura!

La Classe

Ciao a tutti! “La Classe” ultimo romanzo e thriller della scrittrice Christina Dalcher, è diventato ormai Best Seller, probabilmente per la sua scorrevolezza e per la trama così avvincente che ti tiene incollata al libro finché gli occhi non chiedono pietà e ti vedi costretta a rimandare il proseguimento della storia al giorno dopo. Pubblicato in Italia dalla Casa Editrice Nord nel 2020, è composto da brevi capitoli che rendono leggere le 400 pagine che lo compongono.

Ambientato ai giorni nostri, in America, è la rappresentazione di un mondo diverso, in cui l’unica cosa che conta è il quoziente intellettivo e i voti presi a scuola. Ogni cosa dalla prospettiva lavorativa, al quartiere in cui vivere, alle code ai supermercati, è determinata dall’intelligenza. Prima di nascere le madri hanno anche l’opportunità di sapere il QI del feto in modo da abortire nel caso sia troppo basso. Anche le scuole suddividono gli alunni con questo criterio: quelli meno meritevoli si ritrovano a dover vivere lontano dalle proprie famiglie in grandi College. Christina Dalcher trasporta così il lettore nella vita di Elena, una professoressa che si trova ad affrontare situazioni difficili, in un mondo che non è nemmeno tanto distante dal nostro in cui la diversità viene totalmente disprezzata ed esclusa dalla società. L’emozione più ricorrente che ho provato durante questa lettura è stata inquietudine e consapevolezza data dal fatto che realmente sono cose che potrebbero succedere.

La frase che mi è piaciuta di più è:

“Dovremmo crederci, volerlo, desiderare uomini che amano la nostra mente più che la nostra carne, uomini incapaci di vedere la nostra bellezza esteriore e dediti solo al nostro splendore interno e intellettuale. Tutte le donne di cui ci siamo mai fidate ci dicono che è l’atteggiamento giusto e desiderabile, e io immagino che se dovessi scegliere preferirei avere un amante i cui occhi mi scrutano nel profondo, superando le rughe e il sedere che cede alla gravità o alle smagliature simmetriche. La domanda è: perché dovrei scegliere? Che cazzo c’è di tanto sbagliato nel desiderare di essere desiderata? In ogni senso.”

Consiglio questa lettura a tutti coloro che sono appassionati di thriller, e a coloro che sono curiosi di sapere come sarebbe una realtà basata solo sui voti, in cui i figli sarebbero degni di essere amati solo in caso di un QI abbastanza alto.

Spero che questa recensione vi sia stata utile! Buona lettura!

The Game

Ciao a tutti! Oggi siamo qui riuniti per The Game, l’ultimo saggio di Alessandro Baricco, che ho divorato. Ogni volta che leggo le sue parole, rimango affascinata dalla sua scrittura estremamente scorrevole e coinvolgente che questa volta è anche condita, in alcune parti, da senso dell’umorismo e da alcune sue esperienze personali. Il testo è pubblicato da Einaudi nella collana “Stile libero”, pensata appositamente per testi innovativi, ed è proprio questo che si prova leggendo The Game: novità e freschezza.

Il tema che viene affrontato non è nuovo, si tratta dell’evoluzione digitale e di come essa abbia cambiato il modo di vivere e di rapportarsi alla realtà di ogni essere umano. Baricco spiega questi concetti in modo innovativo e costruendo una mappa con tutti i passaggi e le vette raggiunte da ogni tecnologia, in modo tale da far orientare facilmente sia coloro che hanno vissuto di persona questa rivoluzione, sia coloro che non erano ancora nati. Lo scrittore evidenzia tutti i lati positivi che ne derivano come la libertà da tutte le istituzioni del 900 o la possibilità di esprimere sé stessi comodamente dal divano di casa propria, ma parla anche dei lati negativi come lo smisurato individualismo di massa creatosi di conseguenza all’utilizzo dei Social Media e del web. E’ quindi un libro che insegna ma che allo stesso tempo fa riflettere.

La frase che mi è piaciuta di più è:

“Ora possiamo dire con una certa sicurezza che avevano smontato l’anima dal mondo, l’avevano salvata dalla profondità e la stavano rimontando dove sembrava loro opportuno tramandarla.”

Consiglio questa lettura a chi vuole saperne di più sull’argomento dell’evoluzione/rivoluzione digitale ma anche a chi sta cercando un libro scorrevole e piacevole, poiché in questo caso oltre a svagarsi avrebbe anche l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo.

Buona lettura, torno presto con nuove recensioni!

La famiglia prima di tutto!

Ciao a tutti! Torno oggi, dopo qualche mese di pausa e parecchia pigrizia, con la recensione del libro che ho appena terminato: “La famiglia prima di tutto!”. Edito da Mondadori nella collana “Oscar Absolute”, è il penultimo romanzo dell’autrice Sophie Kinsella, diventata famosa soprattutto grazie alla sua saga “I love shopping”. Come tutti i suoi libri è molto autoironico e riflessivo, la sensazione che più ho provato durante questa lettura è la voglia di rivalsa, la necessità di assistere a una decisa reazione da parte della protagonista Fixie sulle vicende che trova sulla sua strada.

Fixie, lavora nel negozio di famiglia che offre prodotti per la casa e si trova a dover affrontare situazioni e relazioni che fino a questo momento della sua vita aveva sempre evitato e rimandato. Si trova a dover sopportare i comportamenti spesso e volentieri scontrosi del resto della sua famiglia ripetendosi il motto insegnatole dal padre “la famiglia prima di tutto”. Rimane così indecisa se sia effettivamente il caso di difendere sempre e comunque la propria famiglia mantenendola unita ma mettendosi così in secondo piano, sentendosi impotente davanti al loro egoismo, non solo verso di lei ma anche verso il negozio. E’ quindi un romanzo di formazione in cui lettore, pagina dopo pagina, si ritrova ad essere triste per le sconfitte e poi felice per le vittorie della protagonista che accumula sempre più consapevolezze, non solo sulle persone che la circondano, ma soprattutto su sé stessa.

La frase che più mi ha colpita è stata:

“La mia famiglia ormai è solo un lontano ricordo [..] ma non ho dimenticato che volere bene a qualcuno non significa essere il suo zerbino. L’amore può essere implacabile. L’amore a volte deve essere implacabile.”

Consiglio questa lettura a chi sente il bisogno di staccare dai propri pensieri e, perché no, problemi famigliari, vivendo per qualche ora le vicissitudini di un’altra persona che a noi non comportano nessun problema ma che potrebbero aiutarci a trovare qualche soluzione a cui non avevamo ancora pensato.

Seguitemi per altri consigli letterari! A presto e buona lettura!

Cielo

E’ quando ti accorgi del cambiamento del cielo che capisci che qualcosa non va, che non dovresti perdere tempo con il naso all’insù. Persino le nuvole a un certo punto ti mandano un segnale, forse quello di leggere tra le righe delle giornate vuote che stai vivendo, di nuovo per l’ennesima volta. Di trovarne i lati positivi e sfruttarle al meglio.

Di nuovo, per l’ennesima volta.

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