Le parole sono come bolle di sapone: durano un istante e se non le trascrivi svaniscono nel nulla.

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Blocco del Lettore

Ho sempre pensato che se non riuscivo a leggere fosse perché probabilmente non faceva davvero per me, che forse lo trovavo noioso perché non riuscivo più a trovare libri che mi emozionassero come quelli che leggevo da piccola quando ogni libro era un’avventura, una scoperta, un amico. Per molto tempo nessun libro mi ha soddisfatta per davvero, forse perché mi facevo abbindolare da una bella copertina e da qualche riga letta di sfuggita in libreria concludendo subito l’acquisto a occhi chiusi. Qualche giorno fa però, ho sentito parlare del blocco del lettore, meno conosciuto di quello dello scrittore ma molto più diffuso. Ho realizzato così di averlo avuto per molto tempo e di esserne uscita – parlo quasi come un’ex alcolizzata- quasi per caso, anche grazie a questo blog. Scrivo quindi questo articolo nella speranza di aiutare a sbloccare qualcuno di voi che si trova in questa situazione. Ecco i 6 metodi che utilizzo!

1. Seguire Book-Blogger e Book-Influencer

Queste due figure che hanno preso piede da qualche anno, si occupano, attraverso diversi strumenti comunicativi come blog letterari, canali youtube e social network, di dispensare consigli su libri appena pubblicati o su quelli che più li hanno colpiti. Sono necessari per riuscire a orientarsi nell’ormai sovraffollato mercato del libro che ogni mese/anno si popola di decine di nuovi titoli. In particolare vi consiglio alcuni profili instagram che mi aiutano spesso: Reading Can Save Us, la Lettrice Geniale e The Books’Harmony.

2. Seguire le pagine Social delle Case Editrici

Come è importante seguire individui che sui social parlano di libri, è ancora più vitale seguire i profili delle Case Editrici poiché pubblicano sempre le date di uscita dei nuovi volumi con, nella maggior parte dei casi, i riassunti delle trame. In questo caso consigliare quali seguire è un po’ impossibile perché dipende molto dai gusti letterari di ognuno, ma per quanto riguarda la narrativa varia io mi affido per esempio ai profili instagram di Rizzoli, Einaudi, Edizioni E/O ed Editrice Nord.

3. Iscriversi ai Social Reading

Oltre a social network come instagram e facebook, esistono dei social che sono dedicati esclusivamente al mondo dei libri. Permettono di seguire persone con gusti affini, prendere spunti dalle loro letture e recensioni e creare dei veri e propri scaffali su cui inserire i libri che si vorrebbe leggere, quelli letti e quelli che si stanno leggendo con la possibilità, in questo ultimo caso, di aggiornare di volta in volta il numero di pagine lette. Io ne ho provati diversi e secondo la mia esperienza quello più usato, con una community più attiva e che continuo a usare tutt’ora, è GoodReads che inoltre, diversamente dagli altri, permette agli utenti di sfidare loro stessi ponendo un numero minimo di libri da leggere nel corso dell’anno e tenendo il conto di quelli letti.

4. Ascoltare su Radio 105 il programma Tutto Esaurito ogni sabato mattina alle 8 e mezza

Chiara Beretta Mazzotta a quell’ora, ogni settimana, consiglia due volumi, un saggio e un romanzo, descrivendone brevemente trama e punti forti. Sono consigli molto interessanti anche perché lei lavora proprio nel settore editoriale e sì, avete letto bene, è alle 8 e mezza del mattino ma non temete perché sul suo sito personale Book Blister si possono recuperare in ogni momento tutti i link delle puntate salvate su Spotify.

5. Cercare libri dello stesso scrittore del romanzo che avete amato

Questo consiglio può sembrare scontato ma non lo è. Infatti molti non fanno caso al nome dello scrittore, amano il libro e poi lo ripongono in libreria cercandone altri simili per le letture successive. Ma quello che rende un libro speciale è soprattutto il modo di scrivere del suo autore e quindi per riprovare emozioni simili potrebbe bastare cercare altre sue pubblicazioni.

6. Ritagliare del tempo appositamente per la lettura

Davvero importante è infine ridurre al minimo le distrazioni, riporre il telefono lontano, impostando magari un timer dai 20 ai 50 minuti prima dei quali non ci si dovrà scollare dal volume, ritagliando così un momento della giornata solo per la lettura.

Questi sono per me i 6 metodi migliori per sbloccare il lettore che vive dentro ognuno di noi, fatemi sapere vi saranno d’aiuto come lo sono per me!

A presto e buona lettura!

Cielo

E’ quando ti accorgi del cambiamento del cielo che capisci che qualcosa non va, che non dovresti perdere tempo con il naso all’insù. Persino le nuvole a un certo punto ti mandano un segnale, forse quello di leggere tra le righe delle giornate vuote che stai vivendo, di nuovo per l’ennesima volta. Di trovarne i lati positivi e sfruttarle al meglio.

Di nuovo, per l’ennesima volta.

Riempiti

Riempiti.

di sguardi, di volti

di viaggi, di luoghi

di giornate vuote con le persone giuste

di una birra in riva al lago

di leggerezza che la pesantezza ricambia solo con il mal di testa

di passi ovunque con la scarpe sbagliate che ti lasciano bolle come ricordo

di stupidità che la noia è dietro l’angolo

di persone che “meglio poche ma buone” ma in realtà è meglio tante e divertenti

di foto inutili e brutte che ti fanno litigare con il soggetto esigente ma che tanto l’importante è vivere il momento insieme

di margherite giganti che abbelliscono la vista

di respiri profondi nell’aria limpida

di sorrisi per gli altri che non costano nulla e di sorrisi a te stessa che costano ancora meno.

Sincera

C’è una continua ricerca della felicità ma mai della sincerità. La felicità è facile da trovare nelle piccole cose e in piccoli attimi con un parente, un amore, un amico.

Camminare sotto la pioggia e buttarsi nelle pozzanghere bagnandosi fino alle ginocchia è felicità. Incontrare un amico dopo tanto tempo e sembrare di non essersi mai lasciati è felicità. Persino passare serate davanti alla tv per alcuni lo è.

L’uomo almeno una volta nella vita, magari solo per un millesimo di secondo e senza accorgersene prova felicità. Essere sinceri invece è difficile perché si ha paura delle reazioni che si provocherebbero e di perdere la credibilità raggiunta confessando certi pensieri. A volte semplicemente non si è sinceri per evitare discussioni che però si amplificano quando la verità viene a fuori.

La sincerità è quindi preziosa e rara anche perché siamo programmati per sopravvivere ed essere sinceri può trasformarsi spesso in un suicidio.

Università

Fare l’università nel 2020 è come non farla: c’è solo la parte negativa. Nessun contatto con i professori e con i compagni o “colleghi” come ormai ci definiamo per sentirci superiori ai semplici scolari che, in realtà, siamo. Nessun bar post lezione in cui ti dimentichi di trovarti lì per imparare ma in realtà stai imparando molto altro da tutte quelle persone intorno. Manca pure la brioche alla nutella che prendevi al volo la mattina prima di lezione o il caffè amaro della macchinetta che, non si sa perché, aveva un prezzo diverso in ogni singolo distributore dell’università.

E’ assente anche il viaggio in treno che era composto da un’ora di chiacchierata infinita con l’amica pendolare che condivide con te i disagi dei ritardi ogni anno. Quell’amica che chiami quando stai per perdere il treno e le dici “Vai avanti tu, non mi aspettare” come fossi in un film e lei deve scegliere se abbandonarti al tuo destino, prendere il treno più tardi insieme a te o iniziare ad andare da sola e prendere appunti anche per te. Non c’è nemmeno la passeggiata in centro per la quale tornavi a casa mille ore dopo usando la scusa che avessero cancellato dei treni per un guasto in stazione.

Ci sono poche cose che ti tengono incollata a quel mondo che sembra così lontano. Gli amici conosciuti in aula che condividono con te i tuoi stessi disagi e che anche a distanza sanno aiutarti e farti agitare al momento giusto, creando quel tipo di ansia che ti fa dare il meglio di te. I professori che la domenica sera caricano le lezioni tirandoti uno schiaffo morale nel caso ti stessi divertendo e ti fossi dimenticata di essere iscritta all’università e, infine, i CFU perché, pur essendo una realtà lontana, sono ben presenti e vividi e se non ti muovi a studiare non li guadagnerai mai.

Bella coppia

Una bella coppia. Lui scuro, pelo lucido, giovane, un po’ pauroso ma sempre curioso. Lei chiara, pelo grigio, vecchiotta, con le anche sbilenche, curiosa e coccolona.

Vi siete incontrati dopo anni che lei era al mondo e tu avevi appena iniziato a guardarti intorno. Lei ti ha insegnato la fiducia verso gli umani, questi esseri che camminano solo su due zampe e hanno del pelo solo in testa che chissà come fanno quando fa freddo. Ti ha insegnato a farti accarezzare e a scappare quando i tuoi padroni hanno una ciotola d’acqua in mano che, non sia mai, te la rovescino addosso. Ti ha insegnato che stare al sole è bellissimo ma che anche se lei ci passava le ore sdraiata a prenderlo, tu non riuscivi perché sudavi troppo con il tuo pelo lungo.

Mi ha insegnato che non importa vincere , ma partecipare perché lei ci provava sempre a correre per prendere la palla che vi tiravo ma tu eri sempre più veloce. Mi ha insegnato che bisogna sempre provare e riprovare perché quando riusciva a prenderla era una vittoria e una rivincita per tutte le volte in cui aveva perso. Mi ha insegnato che non importa quanti anni hai e come stai fisicamente perché se guardi il mondo con occhi giovani allora sarai sempre giovane.

E’ stata un’insegnante di vita con lo sguardo sempre pronto ad imparare e il naso a cercare ed annusare odori nuovi. E’ stata un’insegnante per te ma anche per me che in fondo facevo parte insieme a voi di un trio un po’ strano ma affiatato.

Pace

Dimentico troppo spesso di guardarmi negli occhi.

Mi guardo allo specchio ma non negli occhi. Il mio riflesso è diventato un compagno di vita distratto. Lo sguardo è assente, sovrappensiero, impegnato a truccarsi, a pensare a cosa farà dopo. La frenesia di fare altro, di non fare i conti con i difetti. Allora è così che si diventa facilmente estranei. Il giorno prima stai attenta a tutti i particolari, a soddisfare l’altro, a piacerti specchiandoti in lui.

Poi ad un tratto non lo guardi più, non ti guardi più, ti trascuri le occhiaie, i punti neri, il trucco del giorno prima. Stai sempre attenta a non far svanire la fiamma ma poi succede così in un attimo, in cui eri leggermente distratta e non vi guardate più.

Dicono tutti che amare se stessi è fondamentale e io non ho smesso. Ho solo smesso di guardarmi dentro. Succede così nell’amore a quanto pare anche per se stessi: ci si stufa e si litiga. Ho finito per conoscermi meno di chi mi sa osservare ogni giorno e mi guarda per davvero negli occhi.

Faremo la pace riflesso, torneremo ad essere una coppietta innamorata ai primi mesi di relazione, promesso.

Polaroid

Pensavo a un modo per non dimenticare come mi sono sentita. L’uomo tende ad eliminare dalla memoria i momenti brutti per sopravvivenza ma così facendo non si rende conto di quando stia effettivamente bene e sia felice. Così ho pensato alle polaroid su cui imprimere i miei ricordi in modo indelebile e tangibile. Racchiudo lì i miei stati d’animo degli ultimi mesi così da non pensarci troppo ma non dimenticare mai. Dall’esterno sembrano insensate, con soggetti casuali. Ma sono le mie giornate interminabili chiusa in casa insieme alla noia diventata mia migliore amica e alla routine che si è poi unita a noi formando un trio affiatato.

Grazie a loro non dimenticherò i risvegli tutti uguali e la ricerca di interminabili passatempi. Un puzzle, finito ormai da tempo, di un cartone animato mai guardato che mi fissa nella speranza che gli compri una cornice. La passione per la pittura con gli acquarelli e la scoperta che senza cartoncini appositi su cui disegnare, il foglio crea delle onde come un mare tormentato. Le ore passate insieme ai miei cani che ad un certo punto mi hanno chiesto che cosa ci facessi sempre a casa. I tentativi di migliorare nella cucina, molte volte riusciti e molte altre falliti. Il respiro appesantito dalla preoccupazione di sbagliare qualcosa e la voglia di normalità che purtroppo ancora per un po’ non tornerà.

Un modo per imprimere gli attimi che altrimenti sarebbero andati perduti per sempre portando con loro anche tutte le sensazioni, le paure e le mancanze provate. Uno sguardo al passato per rendersi conto della felicità del presente.

Piante

Le piante se ne fregano.

Non gli importa se metti loro una rete sopra, modificano il loro andamento e sopravvivono.

Se non piove per un po’, allungano le loro radici e trovano residui di acqua nel terreno.

Non gli importa se sei affezionata a loro, se non sai trattarle bene muoiono, ti lasciano senza nemmeno un messaggio con le motivazioni.

Le piante se ne fregano, se qualcuno le attacca, non si difendono, non combattono, non hanno tempo per la rabbia.

Se ne fregano, vivono e basta, assaporando ogni raggio di sole e ogni attimo all’ombra.

Salone del Libro

Un anno fa, in questo periodo, ero assistente nello stand della casa editrice Blu EdizioniInstar Libri al Salone del Libro. Ricordo ogni cosa. Il salone apriva alle 9 e mezza/ 10 ed io arrivavo alla stazione di Lingotto alle 9 , percorrevo l’apposita passerella creata per l’occasione e mi ritrovavo nel capannone Oval. Ricordo la bellezza di arrivare all’entrata ogni mattina e mostrare il mio badge che mi permetteva di entrare. Le guardie controllavano il contenuto della borsa e sequestravano sempre l’amuchina che, se avessi saputo che sarebbe diventata patrimonio dell’umanità, l’avrei custodita più gelosamente. La mattina presto il capannone era semi deserto. Gli stand erano coperti da lenzuola per non far impolverare i libri. Nella postazione della TV facevano le prove per controllare che tutto funzionasse. Si sentiva ovunque il profumo delle brioche appena sfornate dagli angoli di ristorazione. Era la calma prima della tempesta o meglio la calma prima dell’assembramento di persone felici di trascorrere una giornata in mezzo ai libri. Era come se stesse per alzarsi un sipario e iniziando uno spettacolo.

Camminavo facendo lunghi respiri sorridenti senza sapere esattamente che tipo di emozione stessi provando. Con calma arrivavo nel mio stand e attendevo l’arrivo degli altri. Il proprietario della casa editrice e due sue assistenti, insieme a me, si occupavano di vendere i libri e consigliare i lettori. Ricordo la speranza di vedere avvicinare qualche cliente e la soddisfazione di quando concludevano l’acquisto. Ricordo l’agitazione di sbagliare a dare il resto e il gentile aiuto di chi lavorava con me. Ricordo anche i visi delle persone che lavoravano negli stand vicino al nostro che durante i momenti di calma scambiavano due parole.

Un anno fa ero lì in mezzo a tutta quella gente senza guanti, mascherina e il gel disinfettante lasciato all’entrata perché potenzialmente infiammabile. Solo 365 giorni per cambiare la concezione di società e le abitudini di miliardi di persone. In questi giorni il Salone del Libro si sta svolgendo online. E’ diverso, non si possono incontrare gli scrittori, non possono rilasciare autografi ma è un modo per stare insieme, scoprire come vivono anche loro questo periodo. E’ cambiata la concezione di mondo ma non cambierà mai la necessità di vicinanza che sentiamo.

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