Le parole sono come bolle di sapone: durano un istante e se non le trascrivi svaniscono nel nulla.

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The Game

Ciao a tutti! Oggi siamo qui riuniti per The Game, l’ultimo saggio di Alessandro Baricco, che ho divorato. Ogni volta che leggo le sue parole, rimango affascinata dalla sua scrittura estremamente scorrevole e coinvolgente che questa volta è anche condita, in alcune parti, da senso dell’umorismo e da alcune sue esperienze personali. Il testo è pubblicato da Einaudi nella collana “Stile libero”, pensata appositamente per testi innovativi, ed è proprio questo che si prova leggendo The Game: novità e freschezza.

Il tema che viene affrontato non è nuovo, si tratta dell’evoluzione digitale e di come essa abbia cambiato il modo di vivere e di rapportarsi alla realtà di ogni essere umano. Baricco spiega questi concetti in modo innovativo e costruendo una mappa con tutti i passaggi e le vette raggiunte da ogni tecnologia, in modo tale da far orientare facilmente sia coloro che hanno vissuto di persona questa rivoluzione, sia coloro che non erano ancora nati. Lo scrittore evidenzia tutti i lati positivi che ne derivano come la libertà da tutte le istituzioni del 900 o la possibilità di esprimere sé stessi comodamente dal divano di casa propria, ma parla anche dei lati negativi come lo smisurato individualismo di massa creatosi di conseguenza all’utilizzo dei Social Media e del web. E’ quindi un libro che insegna ma che allo stesso tempo fa riflettere.

La frase che mi è piaciuta di più è:

“Ora possiamo dire con una certa sicurezza che avevano smontato l’anima dal mondo, l’avevano salvata dalla profondità e la stavano rimontando dove sembrava loro opportuno tramandarla.”

Consiglio questa lettura a chi vuole saperne di più sull’argomento dell’evoluzione/rivoluzione digitale ma anche a chi sta cercando un libro scorrevole e piacevole, poiché in questo caso oltre a svagarsi avrebbe anche l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo.

Buona lettura, torno presto con nuove recensioni!

Questa storia

Ciao a tutti! Oggi ho deciso di parlarvi dell’ultimo romanzo che ho letto: “Questa storia” di Alessandro Baricco. Lo scrittore, pluripremiato, trasforma in una ventata d’aria fresca una storia che parrebbe inizialmente monotona. Il libro esce per la prima volta con la casa editrice Fandango nel 2005 e dal 2007 viene stampato da Feltrinelli. Racconta la vita di Ultimo Parri ma non è mai narrata da lui in prima persona. L’emozione principale che ho provato leggendolo è stata lo stupore. Infatti ci sono, per tutta la durata della lettura, colpi di scena inaspettati che smuovono la narrativa che così non risulta mai noiosa. Spinge a porsi diverse domande e così facendo attira il lettore ad andare avanti pagina dopo pagina per sapere: perchè? com’ è successo? chi è? Ci sono alcune pagine in cui ero convinta che il narratore fosse lo scrittore e sono rimasta piacevolmente colpita nel realizzare che invece era un personaggio interno alla vicenda.

Per quanto riguarda la trama, inizia con l’infanzia del protagonista che viene trasportato dal padre, Libero Parri, nel suo sogno di aprire un garage e aggiustare automobili. Una bella idea se non fosse che ha venduto tutte le mucche, loro unica ricchezza, nel 1904 quando il pensiero di comprare un’auto era alla portata di pochi. La fortuna vuole che un giorno arrivi un conte dalla città in cerca di carburante e lo trovi proprio lì da loro. La sua presenza cambia totalmente le loro vite.

Il racconto continua con le vicende vissute da Ultimo in guerra. Lui e’ presente quando avviene la sconfitta di Caporetto descritta come “la sospensione di una qualsiasi geometria possibile”. Il narratore afferma : “Non la si può capire collocandola nella logica della guerra ma piuttosto, mi creda, a tutt’altro tipo di esperienza: l’esperienza della festa.” Questa frase fa capire al lettore l’impossibilità di immaginare la follia della guerra e della fuga di quando tutto è precario e nessuno sa più quello che deve fare, di quanto è difficile distinguere il bene e il male in determinati istanti della propria esistenza.

Dopo la guerra, una ragazza affascinante entra nella vita di Ultimo e da quel momento accompagna il racconto per molte pagine. Lei travolge il protagonista e il lettore scrivendo un diario nel 1923 e riprendendolo anni dopo. Si legge così l’evoluzione che può avere il modo di pensare e di relazionarsi alla vita ogni individuo: l’estrema differenza del modo di ragionare alle diverse età del proprio percorso.

Ho trovato interessante poi, il fatto che Baricco passi agilmente tra diversi modi di narrare: ogni persona che racconta la vicenda ha infatti il proprio modo di pensare, di ragionare e, di conseguenza, di raccontare. Al contrario di quello che si può pensare dal titolo, in un solo libro si assaporano storie di tante vite diverse. E’ l’esperienza di Ultimo ma, come nella realtà, ne fanno parte e cambiano il destino molte altre persone.

Come ultima cosa ecco la frase che più mi ha colpita:

“Sa, la gente vive tanti anni, ma in realtà è davvero viva solo quando riesce a fare quello per cui è nata. Prima e dopo non fa che aspettare e ricordare. Ma non è triste quando aspetta o ricorda. Sembra triste. Ma è solo un po’ lontana.”

Spero che la mia recensione vi sia piaciuta e vi abbia chiarito le idee sul libro. Seguitemi per altri consigli!

Buona lettura!

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