Ciao a tutti! Premetto che sono sempre stata attratta da scoprire tutte le sfaccettature e gli avvenimenti che hanno fatto parte delle vite di coloro che si sono trovati, ad affrontare la Seconda Guerra Mondiale. Ogni anno, indipendentemente dalle date dedicate al ricordo di questa vicenda, mi ritrovo a cercare film, libri e testimonianze al riguardo. Questo perché penso che per capire effettivamente come siano stati quegli anni sia necessario conoscere più storie, in modo da avere una visione il più possibile completa. Così qualche settimana fa, quando mi sono trovata tra le mani questo libricino tascabile pubblicato da Edizioni E/O, contenente la testimonianza di Lia Levi che come si legge dal titolo all’epoca era solo una bambina, ho deciso di leggerlo.

Non avevo mai letto un libro su questo argomento scritto dalla prospettiva di una bambina ebrea ed è stato particolare, mi ha riportato alla mente quali sono i pensieri e ragionamenti che si fanno a 6 anni. Infatti il racconto inizia, nel 1938, quando Lia Levi ha quest’età, appena prima che la guerra scoppi e termina con la fine di essa, quando la protagonista ha 12 anni ed è quasi un’adolescente. Non vengono mai nominati i campi di concentramento, ma c’è aria di morte, di noia, di inquietudine. Proprio come ogni bambino farebbe, la protagonista inizia a domandarsi il perché della situazione, perché debba stare lontana da suo padre, perché non possa stare nella sua casa invece di un convento con delle monache che praticano una religione diversa dalla sua, iniziando anche a dubitare della propria fede.

L’emozione principale che ho provato con questa lettura è stata l’inquietudine, la stessa provata dalla bambina.

La frase che più mi ha colpita è:

“Mamma perché non mi svegli, perché non mi aiuti spiegandomi che ora va tutto a posto? Io ti guardo fissa ma tu hai dimenticato che devi farmi qualcuno di quei cenni tranquillizzanti a cui mi hai abituata. Non è giusto, non puoi cambiarmi così in un’ora il profilo del mondo.”

Consiglio questa lettura a tutti coloro che sono in cerca di uno sguardo diverso sulla Seconda Guerra Mondiale e che come me vogliono essere a conoscenza di più esperienze possibili al riguardo, un po’ per curiosità, un po’ per non dimenticare.

Spero che la recensione vi sia stata utile, a presto!

Buona lettura!