Ciao! Mi rendo conto che un libro mi sta piacendo particolarmente quando, verso la fine, rallento con la lettura, perché lo sto trovando talmente bello che non voglio che finisca. Questo è quello che mi è successo con l’ultimo libro di Levante “E questo cuore non mente”. E’ il sequel del suo primo romanzo “Se non ti vedo non esisti”, di cui trovate la recensione qui sul sito e che ho amato allo stesso modo. Attendevo da tempo questo libro, sia per la curiosità di scoprire le sorti della protagonista, sia per l’immensa delicatezza e poesia narrativa della penna della scrittrice. L’emozione che ho provato fin sotto la pelle e insieme alla protagonista, è stata inizialmente quella di un continuo tormento e di rinascita poi, verso la fine.

In queste pagine torniamo a leggere della giornalista/scrittrice Anita, che dopo la difficile separazione prima dal marito Jacopo e poi dalla relazione tossica con Flavio che le ha reso la vita un’inferno, ricomincia lentamente a respirare. Lo fa trovando la forza di farsi aiutare da uno psicologo, Ferruccio, che cerca, tra un caffè e una sigaretta, di guidarla verso una strada meno difficile e contorta. La narrazione si divide in due filoni principali. Il primo consiste nelle sedute di terapia con Ferruccio a Roma, nelle quali c’è un’approfondimento interiore estremamente emozionante e toccante di quello che Anita è stata, vorrebbe essere e potrà essere solo dopo aver risolto alcuni problemi del suo passato. Il secondo si svolge invece a una festa di lavoro a Torino, avvenuta qualche tempo prima di iniziare le sedute di terapia e in cui Anita, tra le descrizioni precise e romantiche della città, incontra Marco la sua nuova fiamma.

Durante la lettura ogni pezzetto che inizialmente sembra confuso, prende lentamente il suo posto, come un puzzle che si ricompone, e come in fondo cerca di fare Anita scavando dentro al caos delle sue emozioni e turbamenti.

La frase che ho preferito è:

“Mi tese il suo bicchiere di birra e ne bevvi un sorso. Ogni cosa mi parve felice, perché quando abbandonavo le mie solitudini per mischiarmi alla moltitudine divenivo cosciente di quanto fosse importante sentirmi parte di qualcosa, anche se per poco.”

Consiglio questa lettura a coloro che amano i libri discorsivi che volano sotto ai propri occhi e che catturano ed emozionano il lettore come se fosse lui il protagonista.

Se vi ho convinti ad acquistare questo libro vi consiglio prima di cliccare qui per andare a leggere la recensione del prequel del libro, in modo da decidere se acquistarli entrambi o per avere un’idea generale di cosa parli (anche se a mio parere possono essere tranquillamente letti singolarmente).

A presto, buona lettura!