Ciao a tutti! Con la recensione di oggi vi porto in Giappone con un romanzo che ha conquistato il cuore di molti: Finché il caffè è caldo. Lo scrittore Toshikazu Kawaguchi, ci trasporta in un piccolo e fresco bar che accoglie le vite dei suoi clienti in modo gentile e delicato. La sensazione che ho riscontrato leggendo questo libro è stata infatti l’estrema gentilezza data sia dal modo di narrare gli avvenimenti, sia dalle personalità dei personaggi.

Il libro è suddiviso in 4 capitoli, tutti contenenti una storia diversa, ma tutte legate tra loro seppur in modi molto diversi. Non vi è un unico protagonista, bensì diversi tutti legati tra loro da questo bar, la cui particolarità è possedere una sedia sulla quale chi riesce a sedersi può viaggiare nel tempo ed incontrare persone perdute, amanti distanti e avere chiarimenti e conversazioni. Il primo capitolo che s’intitola “Gli Innamorati” vede protagonisti una donna di nome Fumiko che vuole ad ogni costo tornare nel passato per parlare con il suo amore perduto, il secondo capitolo vede invece protagonisti marito e moglie alle prese con una malattia difficile da affrontare, nel terzo due sorelle devono combattere il lutto dovuto a una morte tragica, mentre nell’ultimo capitolo ci sono madre e figlia che si ricongiungono dopo anni. Devono essere però rispettate molte regole per questi viaggi temporali, tra le più importanti quella secondo la quale sia possibile incontrare solo persone che sono già state lì al locale e quella di dover fare tutto prima che il caffè servito al “viaggiatore” si raffreddi, pena la sua morte. Inoltre viaggiare nel tempo non permette comunque di alterare il presente. Allora perché farlo? Se volete saperlo leggete il libro!

La frase che mi ha colpita di più è:

“Le persone non vedono le cose e non sentono le cose nella maniera oggettiva che credono. A distorcerne le informazioni visive e uditive che entrano nel cervello intervengono i pensieri, le circostanze, le fantasie più sfrenate, i pregiudizi, le preferenze, le conoscenze, la consapevolezza e un’infinità di altri meccanismi celebrali.”

In questa lettura si trova ogni tipo di amore dal fraterno al materno, c’è gentilezza, accoglienza, serenità e in alcuni punti anche un pizzico di commozione che raramente mi capita di provare con i libri. La consiglio a tutti coloro che vogliono una lettura scorrevole e diversa dai soliti racconti occidentali, dal sapore orientale.

A presto e buona lettura!